mercoledì 24 aprile 2013

KIERKEGAARD

L'ANTIHEGELISMO
L'antihegelismo di Kierkegaard è la sua difesa dell' "esistenza". A Hegel rimprovera:
1)la mentalità "pagana", ossia la tendenza a ritenere la specie più importante dell'individuo;
2)la filosofia come scienza oggettiva e non come riflessione soggettiva dove il singolo è coinvolto;
3)la scissione fra speculazione filosofica e vita vissuta, ossia il "sistema" nel quale non trova posto e fondamento la condizione effettiva in cui il filosofo è costretto a vivere;
4)la tendenza a "mediare" e a "concialiare" tutto;
5)l'identificazione fra uomo e Dio, e quindi l'incapacità di cogliere la separazione tra finito ed infinito.

POSSIBILITà
L'esistenza non è un'entità necessaria e garantita, ma un insieme di possibilità che pongono l'uomo di fronte ad una scelta. Ogni possibilità, oltre che possibilità-che si, è anche possiblità che-non.

SCELTA
Esistere significa scegliere. La scelta non è una semplice manifestazione della personalità, ma costituisce o forma la personalità stessa. L'individuo è ciò che sceglie di essere.
Persino la rinuncia alla scelta, per Kierkegaard, è una scelta.

GLI STADI DELL'ESISTENZA
I modi fondamentali di vievere e concepire l'esistenza sono gli stadi dell'esistenza. Essi sono 3: la vita estetica, la vita etica e quella religiosa.
Lo stadio estetico è la forma di vita in cui l'uomo cerca l'attimo fuggente della propria realizzazione, all'insegna della novità e dell'avventura. L'esteta si propone di fare della propria vita un'opera d'arte da cui sia bandita la monotonia e nella quale trionfano le emozioni (Don Giovanni). Tuttavia essa è condannata alla dispersione, alla noia e al fallimento esistenziale.
Lo stadio etico è il momento in cui l'uomo, scegliendo di scegliere, s'impegna in un compito al quale rimane fedele. Si fonda sulla continuità e sulla scelta "ripetuta" che l'individuo fà di sè stesso e del proprio compito. L'individuo quindi, si sottopone ad una "forma" o ad un modello "universale" di comportamento, la normalità (Abramo). Anch'essa però è destinata a fallire perchè l'individuo non riesce a trovare sè stesso e la propria singolarità. Esiste un'ansia d'infinito che non si lascia racchiudere nei limiti di una tranquilla esistenza di marito e d'impiegato. Da ciò il bisogno di un'esperienza più profonda e coinvolgente grazie a cui l'individuo possa davvero realizzarsi come "singolo": tale è la vita religiosa (Isacco).

L'ANGOSCIA
E' la condizione esistenziale generata dalla "vertigine" della libertà e dalle infinite possibilità negative. Essa è un sentimento tipicamente umano e viene provato solo da chi ha spirito. L'unico modo efficace per contrastarla è la fede religiosa.

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